Diario di Zante
Giorno 1 -17 agosto Sveglia all’alba, che poi era prima dell’alba. Tassista gentile e traffico inesistente. Lunga fila al check-in e una sfilza di QR codes. L’ansia che mi attanaglia alla consegna del Passenger Locator Form. Metà dei negozi del terminal ancora chiusi, l’altra metà vuoti.
Uno dei voli Ryanair più comodi della mia vita, accanto all’uscita d’emergenza. Per una alta 1,60m, è come essere in business class. Come ogni volo che si rispetti ho dormito a bocca aperta, ma con la mascherina stavolta non l’ha notato nessuno. 1h e 20 di viaggio, atterraggio brusco e niente applausi. Altri QR, altre file. Capitiamo in quella buona, in quella accanto ci finiscono quelli che sono stati selezionati per il tampone. I bagagli già sul nastro, i taxi fuori ad aspettare. A noi tocca il tassista con la macchina Euro 0, ma del resto qui lo sono tutte. Arriviamo in hotel e troviamo Nina, che ci attende con la camera già pronta. Si attacca al telefono per trovarci un quad, nell’attesa ci prenota la navetta per la spiaggia convenzionata. Lucas “il tuttofare” ci accompagna con il suo furgoncino, questo a detta di Luca è un Euro 6, destinazione Tragaki (vicino Tsilivi per quelli geograficamente più ferrati).
Le tanto odiate scarpette da scoglio si rivelano essere state un acquisto utile. Mare cristallino, lettini sull’erba e un pranzo squisito a meno di €20 in due. Il caffè greco è un’esperienza da provare, però non ho ancora capito se mi piace.
L’acqua è un brodo di giuggiole e si vedono i piedi. E si distingue benissimo anche il colore dello smalto. Il rumore delle onde si confonde con il frinire delle cicale. Mi addormento. Al mio risveglio scopro che il sole tramonta altrove, dall’altro lato dell’isola. Serata a Zante città, mangiamo in un posto consigliato da Lucas. Moussaka voto 9.
Giorno 2 - 18 agosto
Dopo circa 20km arriviamo, €3 per il parcheggio, si paga andando via. Una ripida discesa che termina in una caletta. Ci appoggiamo su uno scoglio, unico spazio libero. 50 sfumature di azzurro, colori dovuti allo zolfo nell’acqua.
Riprendiamo le nostre cose e ci rimettiamo in viaggio, destinazione Makris Gialos. Dopo 4 minuti, come ci aveva assicurato il parcheggiatore, arriviamo.
La vista è splendida, una lingua di mare cristallino. Mangiamo in taverna, e seguiamo i loro tempi. Dopo circa un’ora scendiamo in spiaggia e troviamo un piccolo spazio per stendere i teli. Si sta bene solo in acqua.
Qui troviamo di nuovo i piccoli pesci che pizzicano, quelli che ci avevano reso la vita difficile a Santorini. Verso le 16:00 siamo completamente all’ombra. Le alte rocce a picco sul mare coprono interamente la spiaggia, rendendo il mare ancor più luminoso. Durante la strada del ritorno, ci fermiamo in una taverna dalle parti dell’hotel, Stis Mandys. L’idea è quella di un aperitivo, ma usciamo con la pancia piena di ottimo cibo e cordialità. Torneremo sicuramente prima della fine di questo viaggio. Passeggiata serale a Tsilivi, cocktail molto buoni al Labyrinthos.
All’arrivo ci troviamo discordanti, a Luca piace, a me no. Acqua trasparente ma non azzurra, spiaggia molto ampia di sabbia e non ciottoli. Popolazione nostrana molto presente. Una spiaggia del sud Italia insomma. Anche la Fish taverna Antonis (a prezzi più alti della media) ci fa ripensare alle costose domeniche di agosto sul litorale romano e un’ora per avere da mangiare rende la cosa ancor meno piacevole.
Riposino pomeridiano. Veniamo svegliati dal chiasso dei bagnanti che si affollano (in barba alle norme anti Covid) intorno ad un nido dal quale è appena nata una tartaruga. Assistiamo emozionati al suo ingresso in acqua. Resisto quindi fino alle 17:00 inoltrate, Luca mi convince con la scusa delle foto.
Ci rimettiamo in viaggio verso l’hotel; io mi rilasso e Luca si allena, doccia e di nuovo in giro. Ceniamo a Zante città, Taverna Ammos. Ci offrono l’acqua, il dolce e la grappa e quelli che sono ancora in fila quando noi andiamo via forse hanno letto le stesse recensioni che ho letto io.
Tappa obbligata nella chiesa di San Dionisio dove, per vedere le spoglie del santo, vengo incastrata in una piccola processione. Tutto abbastanza inquietante, ma vale la pena (considerando che il 23 agosto è la sua festa ndr). Giorno 4 - 20 agosto
Torno imperterrita dal ragazzo che gestisce i lettini che mi comunica che alle 11:10 potrebbe uscir fuori qualcosa (a quell’ora ha chiara la situazione di quelli che hanno prenotato e non si sono presentati ndr). Chi l’ha dura la vince, troviamo due lettini e un ombrellone, €10 in tutto.
Dopo esserci sistemati definitivamente, decidiamo quindi di scendere in acqua. Le scarpe da scoglio si rivelano ancora una volta accessorio indispensabile. Slalom tra gente e sassi, arriviamo ad una roccia liscia e ci tuffiamo. L’acqua è gelida e profonda, ma è limpida e di un azzurro che toglie il fiato, o forse è sempre colpa del freddo. Passiamo la giornata in totale relax e mangiamo in taverna, l’unico posto per mangiare nel raggio di chilometri. Scelta azzeccata: pesce fresco, ottimo vino bianco locale e grappa (Tsipouro) offerta dalla casa. Come al solito il servizio è interminabile, ma ormai siamo abituati e di certo in un posto così non andiamo di fretta. Altro bagno e nuovamente stesi sotto ombrelloni di paglia e piccole conifere. Verso le 19:00 chiudono l’area dei nostri lettini, ma ci invitano a restare dall’altro lato, sempre attrezzato, dal quale si può ammirare il sole che si tuffa in mare.
Senza dubbio una giornata indimenticabile. Ci rimettiamo in viaggio, la temperatura è più fresca. Siamo stremati dal tragitto e dalla giornata. Un club sandwich in hotel e subito a letto, per essere pronti ad intraprendere una nuova avventura domani. Giorno 5 - 21 agosto
L’isola è più che altro un grosso scoglio, sul quale si sale tramite strette scale di pietra. Arrivati su, paghiamo 5€ a testa per entrare, ma ci assicurano che in uscita avremo un regalo. Poco più avanti infatti ci scattano un paio di foto, che finiranno poi su dei portachiavi personalizzati. Dopo le foto, cerchiamo un posto dove stenderci, che anche qui facciamo difficoltà a trovare. Il vantaggio del posto è appunto lo spazio: essendoci poco da fare, la gente va e viene. Appoggiamo i teli e facciamo un bagno: posto suggestivo e degno di qualche foto.
Metà pomeriggio e il taxi boat torna a prenderci. Questa volta viaggiano con noi altri italiani che convincono il capitano a portarci a vedere le tartarughe (non pervenute a Marathonisi). Ci ferma di lato a Cameo Island dalla quale, a nuoto, saremmo tranquillamente riusciti a nuotare con le tartarughe dato che le abbiamo avvistate dalla barca.
Contenti, torniamo a riva, alla volta di casa. Ci fermiamo prima a fare il check up del quad ad Argassi e restiamo bloccati per quasi due ore causa incendio che ha bloccato l’unica strada per tornare a casa. Doccia e poi cena a Zante, “Grandma’s pot”. Il servizio sempre in stile greco, ma si mangia bene e la proprietaria è stata così gentile, tanto che si è offerta di chiamare un taxi ad alcuni nostri amici a cena con noi. È tardi e siamo distrutti, filiamo in hotel e dritti a letto. Giorno 6 - 22 agosto
Acqua chiara e bassa, litorale sabbioso, adatto a tutti. Conosciamo Vladimir che gestisce alla perfezione l’organizzazione della spiaggia. Mangiamo una pita gigante, è il pomeriggio è all’insegna del riposo per smaltire il pranzo. Non contenti, per la cena decidiamo di prenotare tramite Instagram da Stis Mandys (dove il giorno 2 avevamo fatto l’aperitivo ndr). Capitiamo in una serata tipicamente locale, con un matrimonio da un latodel ristorante e un battesimo dall’altro. Ordiniamo cibo come se non ci fosse un domani. Torte al formaggio, polpette, manzo brasato e carne alla griglia. Per non parlare della Moussaka: la migliore della mia vita. Circa 20cm x 12 con un’altezza direttamente proporzionale alla base!
Abbiamo fatto l’errore di prendere gli antipasti, Luca ed io siamo stati gli unici a finire il nostro piatto. Takis è stato gentile come la prima volta e abbiamo anche conosciuto la famigerata Mandy (moglie di Alexis) dalla quale prende il nome il locale. Per chi preferisse qualcosa di più soft, Alexis gestisce un altro locale poco distante che porta il suo nome, a base di carne grigliata e menu fisso a €10. Giorno 7 -23 agosto
Ombrellone e due lettini €10, prendiamo qualcosa da spizzicare in un mini market/bakery sulla strada principale. Relax. Passiamo Il pomeriggio così, per poi verso le 17:00 ripartire alla volta dell’hotel. Per cena abbiamo voglia di pesce, quindi tripadvisor alla mano, trovo un posto che dal nome mi ispira, Fish taverna Porto Roulis (località Drosia).
Abbiamo preso 6 gamberoni, un’orata da mezzo chilo, fagiolini bolliti, frittura di latterini, altri 8 gamberoni, mezzo litro di bianco della casa e acqua. Il tutto per un totale di €67. Onestissimo vista la qualità della materia prima. Il servizio è stato velocissimo, ma visto che ci è voluto tempo per il conto, ci hanno quindi dato modo di restare ad ascoltare la musica.
Giorno 8 - 24 agosto
Volevamo fare pochi chilometri, qualcosa di vicino. Invece niente, 20km, direzione Porto Roxa (vicino Limniosas). Lettini gratis se consumate qualcosa, lettoni €10.
Vista mozzafiato, super romantico. Ci sono due taverne che sono anche quelle che gestiscono l’area lettini/lettoni. Lo snack bar accanto invece ha lettini, anche quelli fruibili al costo di una consumazione. Non fermatevi però solo sul lettone: di lato allo snack bar troverete un piccolo fiordo da quale fare tuffi e bagni.
8 antipasti, grigliata mista di carne, dolce e bevande incluse. Sirtaki, cani e gatti annessi. Nota bene: non hanno il pos, quindi portate cash o vi daranno un Iban per fare un bonifico!
Prendiamo una piccola imbarcazione da 20 posti periodo Covid (immagino prima ne contenesse di più).
Il capitano costeggia la costa e ci lascia quindi modo di fare foto a piccole insenature e acque trasparenti.
Dopo circa 40minuti di traversata finalmente arriviamo.
La famosa spiaggia del Relitto, Navagio, Shipwrek, e chi più ne ha più ne metta.
Un posto suggestivo..se si cancella la folla, i barconi e la musica a palla.
15 minuti di stop per foto, snorkeling o un tuffo al volo e di nuovo via, sfrecciamo sul mare per tornare al porto. Breve pranzo in taverna, che poi breve non è mai, e Lucas torna a prenderci per riportarci in hotel. Doccia e di nuovo sul quad, per andare nuovamente a mangiare pesce alla Fish taverna Porto roulis, che si dimostra nuovamente una sicurezza. Qui può non sembrare, ma accettano carte.
Giorno 10 - 26 agosto

































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